STRESS LAVORO CORRELATO: CONOSCERLO E VALUTARLO

STRESS LAVORO CORRELATO: CONOSCERLO E VALUTARLO

Lo Stress Lavoro Correlato è una delle patologie più diffuse tra quelle collegate con l’attività professionale. E’ responsabile della maggior parte delle giornate di assenza e di costi altissimi in termini di perdita di produttività. Per questo, la sua valutazione è importantissima, nonchè un obbligo di legge a carico del datore di lavoro.

Il lavoro e la tutela della salute

Valutare un rischio all’interno degli ambienti e dei processi lavorativi vuol dire essere in grado di cogliere quella potenzialità di arrecare un danno connessa ad un determinato fattore o agente e studiarne la probabilità di concretizzazione. Significa quindi essere innanzitutto compliant al Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro ma anche, auspicabilmente, aver sviluppato una reale sensibilità verso la materia, nella piena consapevolezza dell’impatto organizzativo e sociale derivante dalla completa tutela del lavoratore. Il concetto di salute in particolare è, infatti, complesso e multidimensionale: la definizione, tuttora considerata valida, fornitane alla fine degli anni Quaranta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive la salute come uno stato di totale benessere fisico, psicologico e sociale e non di mera assenza di malattie o infermità. E quando si parla di attività lavorativa le dimensioni psicologica e sociale non possono che acquisire ulteriore rilevanza, non a caso riconosciuta dalla relativa legislazione. Ecco dunque che, accanto ai più tangibili rischi incendio, elettrico, biologico e via dicendo, si fa largo l’acquisita consapevolezza del ruolo giocato dal benessere psicologico dei lavoratori all’interno delle dinamiche organizzative.

Fisiologia dello stress e dello Stress Lavoro Correlato: insorgenza, sintomi e cause

Cos’è lo stress: definizione e significato

L’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004, atto che gettò le fondamenta dell’odierna regolamentazione sulla valutazione di questo rischio, definisce lo stress come una condizione di disagio sperimentata da un individuo che non si sente in grado di soddisfare le richieste che gli sono state avanzate o le aspettative in lui riposte. In altri termini, si tratterebbe dunque di una mancata corrispondenza tra domanda e risposta. Tuttavia è opportuno approfondire questa generica definizione e specificare che il divario tra le richieste o le aspettative esterne e le personali capacità di appagamento percepite dall’individuo induce sì l’esperienza dello stress, ma questa non è necessariamente caratterizzata da uno stato di malessere. La letteratura scientifica è infatti attualmente concorde nel concepire lo stress come una condizione di progressiva sollecitazione e di conseguenza nel proporre una distinzione, ormai consolidata, tra lo stress positivo (altrimenti noto come Eustress) e lo stress negativo (o Distress): la prima situazione si sperimenta quando il dislivello in questione non risulta eccessivamente accentuato e/o duraturo, per cui il soggetto è esposto ad una condizione di stress tollerabile se non addirittura gradevole in quanto stimolante; qualora invece il divario si facesse intenso e/o si protraesse nel tempo, lo stress potrebbe assumere connotazioni negative e scaturire nell’individuo delle conseguenze nocive per il suo benessere.

L’esperienza dello stress dunque non rappresenterebbe una condizione statica e passiva ma si snoderebbe secondo un processo attivamente regolato dall’uomo e articolato in tre fasi sequenziali:

  • Fase di allarme, in cui il soggetto innanzitutto coglie il gap tra richieste/aspettative e le proprie possibilità di farvi fronte e ricorre alle proprie capacità per adattarsi;
  • Fase della resistenza, durante la quale l’individuo persiste nell’adattamento e si stabilizza;
  • Fase dell’esaurimento, in questa fase si registra la caduta delle difese e la successiva comparsa di sintomi fisici, psicologici ed emotivi.

I sintomi e le conseguenze dello Stress Lavoro Correlato

Pertanto lo stress di per sé non rappresenta e non può essere associato ad una malattia: soltanto se comporta uno stato di prolungata e/o intensa tensione può risultare nocivo innanzitutto per l’essere umano, determinandone diverse possibili patologie che possono intaccare anche l’efficacia e l’efficienza sul lavoro e dunque in seconda istanza ledere anche gli interessi organizzativi. Lo stress comunemente inteso, ossia il Distress, può essere infatti connesso a disfunzioni di carattere:

  • Organico (tra le quali cefalea, mal di stomaco, stanchezza, tensione muscolare, tachicardia);
  • Psicologico (ad esempio possibilità di sviluppare depressione, stati d’ansia, disturbi alimentari);
  • Sociale (come irritabilità, aggressività e isolamento).

Inevitabilmente questo malessere tende ad incidere sul piano aziendale e ad emergere sotto forma, ad esempio, di calo della produttività, aumento dell’incidenza degli infortuni, disattenzioni ed errori, assenteismo. Per comprendere appieno l’entità del problema, basti pensare che gli studi epidemiologici europei riferiscono che:

  • Lo Stress Lavoro Correlato si colloca tra i problemi di salute più frequenti legati all’attività lavorativa, è secondo solo ai disturbi muscoloscheletrici;
  • Circa il 50-60% delle giornate lavorative perse ogni anno è da attribuire a condizioni di Stress Lavoro Correlato;
  • I costi complessivi dovuti ai disturbi relativi alla salute mentale in generale, collegati o meno al lavoro, sono stimati a circa 240 miliardi di euro all’anno. Meno della metà di questa cifra deriva dai costi diretti come le cure mediche, mentre ammonta a circa 136 miliardi di euro l’impatto economico connesso alla perdita di produttività, incluso l’assenteismo per malattia.

Le cause dello Stress Lavoro Correlato

Ma quali elementi possono generale questo malessere sul lavoro? Quali possono essere le cause dello Stress Lavoro Correlato? Benché non sia possibile individuare con certezza assoluta un inventario ben preciso ed esaustivo di fattori che possono concorrere all’esperienza dello stress sul lavoro, data la complessità del fenomeno, una panoramica delle caratteristiche potenzialmente stressogene del lavoro si è fatta largo in letteratura acquisendo a tutt’oggi un certo riconoscimento. Secondo questa classificazione, lo Stress Lavoro Correlato può essere ricondotto a due diverse categorie di fattori:

  • Fattori di contesto del lavoro, ovvero tutte quelle condizioni lavorative che possono connotare diversamente l’ambito della vita professionale. Appartengono a questa casistica:
  • La cultura organizzativa (comunicazione inadeguata, assenza di definizione degli obiettivi aziendali ecc);
  • I ruoli individuali all’interno dell’organizzazione (ambiguità delle responsabilità, conflitti di ruolo ecc);
  • Le possibilità di sviluppo di carriera (precarietà, stagnazione della carriera, scarsa retribuzione o valore sociale del lavoro ecc);
  • L’autonomia decisionale ed il controllo accordato ai lavoratori (partecipazione carente ai processi decisionale e mancanza di controllo sul proprio lavoro);
  • I rapporti interpersonali sul lavoro (interazioni sociali disfunzionali);
  • L’interfaccia casa/lavoro (difficoltà nella gestione dell’equilibrio tra vita privata e professionale).
  • Fattori di contenuto del lavoro, ossia aspetti implicati nella specifica attività lavorativa quali:
  • L’ambiente fisico e le attrezzature di lavoro (spazi insufficienti, scarsa illuminazione, temperatura inadeguata, rumore, carente manutenzione della strumentazione ecc);
  • La pianificazione e le caratteristiche dei compiti svolti (attività ripetitiva, priva di significato ecc);
  • Il carico e il ritmo di lavoro cui si è sottoposti (mole di lavoro eccessiva o scarsa, pressione lavorativa elevata ecc);
  • Gli orari di lavoro (lavoro a turni, orari non flessibili, imprevedibili ecc).

Nonostante sia lo stesso Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004 a sottolineare come lo Stress Lavoro Correlato rappresenti una condizione che << potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro >>, è intuibile come vi siano delle caratteristiche del lavoro sopracitate naturalmente insite in determinati tipi di attività e come dunque alcune categorie di lavoratori, per definizione, possano essere maggiormente esposte alla possibilità di sviluppare Stress Lavoro Correlato.

Questo vuol dire che tutti i lavoratori che non possono gestire autonomamente il proprio lavoro sviluppano Stress Lavoro Correlato? Così come tutti i lavoratori a turni? No, sarebbe errato attribuire l’origine di un vissuto di Stress Lavoro Correlato esclusivamente ad elementi afferenti all’attività o alle condizioni lavorative. Anche all’interno della medesima categoria di lavoratori, non è attribuibile aprioristicamente un vissuto di Stress Lavoro Correlato a tutti i soggetti che la compongono. Ogni individuo è infatti la risultante di una moltitudine di caratteristiche personali in connessione tra di loro e con l’esterno, caratteristiche che possono renderlo più o meno vulnerabile a questo malessere: lo stress insorge dunque a seguito dell’interazione tra le specifiche peculiarità dell’individuo e l’ambiente all’interno del quale è inserito.

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Stress Lavoro Correlato e altri rischi psicosociali: come distinguerli

Appartenente alla più generale categoria dei rischi psicosociali, lo Stress Lavoro Correlato condivide tale classificazione con altre due condizioni lavorative disfunzionali, ovvero il Mobbing e il Burnout. Nonostante queste ultime possano essere collegate a parte della sintomatologia e delle cause sottese allo Stress Lavoro Correlato, entrambe differiscono dallo stesso per alcuni evidenti aspetti.

Stress Lavoro Correlato e Mobbing

Il Mobbing consiste in una forma di persecuzione sistematica e duratura perpetrata all’interno dell’ambito lavorativo da parte di uno o più individui contro un singolo allo scopo di emarginare se non addirittura di estromettere la vittima. Il fenomeno può assumere connotazioni differenti in funzione della relazione gerarchica tra mobber e mobbizzato (mobbing orizzontale o verticale), della tipologia di azioni vessatorie messe in atto (attacchi alla reputazione, alla relazione e alla comunicazione, alla prestazione, all’incolumità) e della ragione per la quale vengono realizzate (mobbing strategico o emozionale) ma, in ogni caso, risulta di solito psicologicamente violento, talvolta fortemente traumatico.

Appare pertanto evidente come l’intenzionalità dell’atto persecutorio e lesivo della salute del lavoratore costituisca il fondamentale elemento di distinzione del Mobbing rispetto allo Stress Lavoro Correlato.

Stress Lavoro Correlato e Burnout

Il Burnout si configura invece come una sindrome professionale che per lo più colpisce tutti quei lavoratori che svolgono un’attività a contatto diretto e costante con le esigenze di una specifica utenza: ciò li renderebbe maggiormente vulnerabili al rischio di sperimentare una condizione di disagio psicofisico. Tale sindrome è caratterizzata da un vissuto di esaurimento emotivo, scarsa realizzazione professionale e cinismo nei riguardi degli utenti e delle necessità di cui sono portatori.

Ne deriva che i due fattori che differenziano il Burnout dallo Stress Lavoro Correlato sono il carattere patologico e l’implicazione relazionale che contraddistinguono il primo rispetto al secondo.

La normativa sullo Stress Lavoro Correlato

Tra le numerose e rilevanti novità apportate alla normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad opera del D.Lgs. 81/2008, è senz’altro degna di nota l’introduzione esplicita del rischio Stress Lavoro Correlato quale aspetto che deve costituire necessariamente oggetto di valutazione da parte del Datore di Lavoro. L’articolo 28 stabilisce infatti che

<< La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) […] deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato >>

secondo quanto stabilito dal sopracitato Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004, nato con l’intento di favorire una maggiore comprensione ed una migliore gestione del fenomeno da parte di tutti i soggetti: datori di lavoro, lavoratori e loro rappresentanti. A questo scopo, le parti europee firmatarie dell’Accordo hanno voluto proporre una descrizione della condizione di Stress Lavoro Correlato e delle indicazioni di massima per la sua prevenzione e riduzione.

La metodologia per una corretta valutazione dello Stress Lavoro Correlato, così come il suddetto articolo 28 del Testo Unico impone, è stata però più puntualmente individuata in Italia dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro all’interno della Circolare ministeriale del 18 novembre 2010.

La valutazione del rischio Stress Lavoro Correlato

All’articolo 6 comma 8 lettera m-quater, il Testo Unico demanda alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro il compito di redigere delle indicazioni metodologiche necessarie per l’assolvimento dell’obbligo di valutazione del rischio Stress Lavoro Correlato. Nel 2010 la Commissione in questione ha così elaborato un percorso metodologico che rappresenta, secondo quanto esplicitamente dichiarato, << il livello minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato per tutti i datori di lavoro pubblici e privati >> (Circolare ministeriale del 18 novembre 2010). Queste indicazioni prevedono che, nell’intento di garantire l’analisi di fattori stressogeni di sola origine lavorativa, la valutazione del rischio sia condotta non sui singoli individui ma su gruppi omogenei di lavoratori, costituiti secondo criteri autonomamente stabiliti dal Datore di Lavoro. La valutazione deve essere poi articolata secondo due fasi successive:

  • Preliminare. Rappresenta una fase necessaria, durante la quale vengono rilevati indicatori oggettivi e numericamente riscontrabili appartenenti alle categorie:
  • Eventi sentinella, ossia dati che possono essere rivelatori di una condizione organizzativa di Stress Lavoro Correlato e tra i quali la Commissione consultiva permanente indica gli indici infortunistici, le assenze per malattia, il turnover, i procedimenti disciplinari e sanzionatori, le segnalazioni al Medico Competente;
  • Fattori di contesto e di contenuto del lavoro, precedentemente esposti.

Qualora dall’analisi dei fattori citati non emergessero situazioni di criticità, la valutazione del rischio Stress Lavoro Correlato potrebbe dirsi conclusa e il Datore di Lavoro sarebbe unicamente tenuto a riferirne l’esito all’interno del report finale. In caso contrario, si dovranno individuare e realizzare interventi correttivi, dei quali andrà valutata l’efficacia: se questa sarà riscontrata, il Datore di Lavoro potrà procedere come illustrato nel periodo precedente; diversamente, dovrà proseguire con la seconda ed ultima fase di valutazione.

  • Approfondita. Questa fase, che rappresenta dunque uno step eventuale, prende in esame la percezione soggettiva dei lavoratori in merito agli indicatori oggetto di valutazione in fase preliminare.

Trattandosi di disposizioni minime, come precedentemente specificato, nell’anno successivo alla loro emanazione l’Inail ha provveduto a pubblicare delle linee guida che, nel rispetto di quanto stabilito dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, ne integrassero le indicazioni con informazioni e strumenti aggiuntivi volti a delineare un iter valutativo ancora più completo e dettagliato. La metodologia avanzata dall’Istituto è stata ulteriormente aggiornata nel 2017.  Una novità senz’altro rilevante introdotta in questa recente revisione risiede però nell’esplicito e sentito suggerimento da parte dell’Istituto di procedere sempre, indipendentemente dagli esiti della fase preliminare e dall’efficacia degli eventuali interventi correttivi successivi, con l’implementazione della fase approfondita: l’esperienza maturata in questi anni ha portato dunque l’Inail a comprendere come sia auspicabile, nella valutazione di un rischio di tale complessità, coinvolgere direttamente i lavoratori.

In aggiunta ai dettami posti dalla Commissione consultiva permanente, l’Inail ha previsto:

  • Una fase propedeutica. Antecedente a quella preliminare, questa prima tappa rappresenta un momento di organizzazione prima di entrare nel vivo dell’iter valutativo vero e proprio: vengono identificati i soggetti che si occuperanno di implementare il processo valutativo e che andranno a costituire il cosiddetto Gruppo di gestione della valutazione, il quale si occuperà di individuare i Gruppi omogenei di lavoratori, stilare un cronoprogramma delle attività da svolgere ed elaborare un’informativa sul rischio Stress Lavoro Correlato e la sua valutazione da divulgare ai lavoratori;
  • Una check list, con relativi software di elaborazione e foglio di calcolo, list da utilizzare per la raccolta e il calcolo dei dati oggettivi richiesti in fase preliminare;
  • Un questionario, con software per l’elaborazione dei risultati, da somministrare ai lavoratori in fase approfondita;
  • Un percorso da seguire per la corretta identificazione e attuazione degli interventi correttivi eventualmente necessari;
  • Diversi ulteriori strumenti ausiliari per la conduzione della valutazione, disponibili all’interno della piattaforma Inail nella sezione dedicata allo Stress Lavoro Correlato ed accessibile tramite iscrizione.

Come qualsiasi altro rischio lavorativo, lo Stress Lavoro Correlato deve essere pertanto obbligatoriamente valutato dal Datore di Lavoro in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e il Medico Competente previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (D.Lgs. 81/2008, articolo 29 commi 1 e 2). Ne consegue che, in caso di mancato adempimento dell’obbligo, sono previste sanzioni riferite all’interno dell’articolo 55 del D.Lgs. 81/2008.

Il rischio Stress Lavoro Correlato è un rischio potenzialmente presente in tutte le realtà organizzative, in tutte le mansioni, a tutti i livelli gerarchici, per tutte le tipologie contrattuale. È un rischio come gli altri e allo stesso tempo diverso dagli altri, un rischio ad oggi ancora troppo spesso sottovalutato che richiede una certa consapevolezza della rilevanza del benessere dei lavoratori, che talvolta scarseggia. Per quanto stiano aumentando le organizzazioni che conducono la valutazione dei rischi in maniera completa, seria e responsabile, la valutazione dello Stress Lavoro Correlato è un’attività ancora sovente considerata alla stregua della filantropia, senza comprendere che << Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme >> (Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004).

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