I RISCHI SUL LUOGO DI LAVORO: VALUTAZIONE E DOCUMENTAZIONE (DVR E DUVRI)

I RISCHI SUL LUOGO DI LAVORO: VALUTAZIONE E DOCUMENTAZIONE (DVR E DUVRI)

Il D.Lgs. 81/2008 nasce anche con l’intento ideologico di preservare il legittimo diritto dei lavoratori di svolgere la propria attività lavorativa in condizioni salubri e sicure. Per poter garantire quest’efficace tutela della salute e sicurezza sul lavoro è di essenziale rilevanza e ovvia necessità operare una valutazione di tutti quei rischi cui possono essere esposti i lavoratori. Di conseguenza, altrettanto centrali, diventano il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza)

La valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi si configura quale momento fondamentale inserito nella più complessa istituzione del sistema di gestione della sicurezza sul lavoro ad opera del Datore di Lavoro. L’assolvimento di tale obbligo è posto a carico esclusivo del Datore di Lavoro: il suo adempimento rientra infatti tra quelli non demandabili ad altri soggetti della sicurezza attraverso la delega di funzioni (articolo 16), come stabilito all’interno dell’articolo 17.

I contenuti della valutazione dei rischi, illustrati nell’articolo 28, dovranno vertere su

<< tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato […] e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza […] nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro e i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili […] interessati da attività di scavo >>.

L’oggetto della valutazione dei rischi, definito nel Testo Unico, contiene in sé una rilevante novità rispetto alle normative precedenti. Il legislatore, infatti, esplicita per la prima volta l’obbligatorietà di una valutazione che contempli anche il rischio Stress Lavoro Correlato e tutte quelle condizioni che possono generare diversità tra i lavoratori. Si evince un’acquisita sensibilità e consapevolezza della rilevanza di elementi trasversali, che possono costituire fonte di rischio seppur meno tangibili.

Come si effettua la valutazione dei rischi

L’operazione di valutazione dei rischi può essere schematizzata, così come proposto dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, nell’esecuzione di precisi passi secondo una logica temporale ben definita e piuttosto intuibile:

  • Innanzitutto occorre individuare tutte le fonti di pericolo insite nell’ambiente o nell’attività lavorativa e identificare le categorie di lavoratori per i quali questi possano rappresentare dei rischi. Questa fase può essere espletata attraverso il ricorso a diversi strumenti:le ispezioni dei locali aziendali, la consultazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti, la raccolta di informazioni e dati ulteriori (tramite fonti quali, a titolo di esempio, il registro degli infortuni e delle malattie professionali). Questa tappa rappresenta uno dei momenti più delicati dell’intero processo di valutazione, in grado di influenzare ed eventualmente comprometterne l’efficacia in quanto una non puntuale individuazione dei pericoli e dei rischi determinerà inevitabilmente una loro gestione più o meno esaustiva;
  • Stimare l’entità di ogni rischio rifacendosi alle norme tecniche eventualmente vigenti e comunque considerando, indipendentemente dalla metodologia adottata, che il Testo Unico definisce il rischio come << la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione >> (articolo 2). Ne deriverà l’inevitabile attribuzione di differenti priorità di gestione ad ognuno dei rischi individuati;
  • Determinare le misure da intraprendere per eliminare il rischio o ridurlo sino a portarlo ad un livello accettabile, considerato tale se sono state effettivamente implementate tutte le misure di prevenzione e protezione attualmente possibili e previste dall’innovazione scientifica. Sarà pertanto necessario definire interventi preventivi, che agiscano dunque su quella probabilità di concretizzazione di quel potenziale di danno cui si fa riferimento nella definizione del rischio stesso, e strategie protettive, volte invece ad arginarne l’impatto nocivo;
  • Agire le misure preventive e protettive pianificate nella fase precedente;
  • Effettuare una nuova misurazione del livello di rischio per verificare, in tal modo, l’efficacia delle strategie realizzate nella fase antecedente e dunque l’effettiva accettabilità dello stesso.

Realizzata con la collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Medico Competente ove nominato (articolo 29 comma 1), considerando anche la preventiva e tempestiva consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (articolo 29 comma 2), la valutazione dei rischi deve essere soggetta ad aggiornamento << in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. >> (articolo 29 comma 3)

Inoltre, al comma 3-bis dell’articolo 28, il legislatore specifica come in caso di costituzione di nuova attività, il datore di lavoro sia tenuto ad eseguire immediatamente la valutazione del rischio, con relativa stesura del DVR entro i novanta giorni dall’avvio dell’impresa. Tuttavia lo stesso comma aggiunge che il Datore di Lavoro deve comunque dare evidenza documentale, nell’immediato, della realizzazione dell’iter valutativo, nel dettaglio di:

  • misure preventive e protettive ed eventuali dispositivi di protezione individuale adottati;
  • strategie di miglioramento nel tempo;
  • procedure per l’attuazione delle misure individuate;
  • nominativi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e del Medico Competente eventualmente nominato;
  • mansioni che possono esporre i lavoratori a rischi tali da richiedere una competenza, esperienza e formazione e addestramento specifici.

Naturalmente questo processo rappresenta innanzitutto un’attività da svolgere in ottica di compliance, ma può anche essere apprezzato quale strumento che, utile alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, può favorire la produttività delle risorse umane stesse e dunque l’efficacia e l’efficienza dei processi. Presumibilmente, infatti, un lavoratore che percepisce delle condizioni lavorative realmente salubri e sicure vedrebbe ridotte le ragioni per sviluppare preoccupazioni e turbamenti da esse derivanti e ciò potrebbe renderlo, auspicabilmente, maggiormente concentrato sul lavoro e orientato all’obiettivo.

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Il DVR: Documento di Valutazione dei Rischi

Esito diretto e altrettanto rilevante dell’iter valutativo, la stessa conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi, naturale formalizzazione del processo di valutazione, rappresenta un’imposizione normativa alla quale è determinante adeguarsi. Il DVR è parte degli obblighi del Datore di Lavoro non delegabili,può essere custodito sia su supporto cartaceo che informatico, in ogni caso munito di

<< data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del Datore di Lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza o del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale e del Medico Competente, ove nominato >> (articolo 28 comma 2).

Il contenuto del DVR

Il Documento di Valutazione dei Rischi, in quanto redatto alla conclusione dell’attività valutativa, dovrà << contenere:

  • una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa […];
  • l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati […];
  • il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
  • l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
  • l’indicazione del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza o di quello Territoriale e del Medico Competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
  • l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. >> (articolo 28 comma 2)

Come si redige il Documento di Valutazione dei Rischi

Il legislatore, come spesso accade, non definisce una metodologia specifica e unanime per la redazione del DVR ma lascia al Datore di Lavoro ampio margine di scelta dei parametri secondo cui realizzarlo: i soli limiti imposti, infatti, sono il rispetto di quei criteri di semplicità, brevità e comprensibilità che rendono lo scritto uno strumento completo e operativo, idoneo alla pianificazione di interventi organizzativi (articolo 28 comma 2). Ciò dimostra la volontà di ricondurre l’elaborazione del DVR ad un’attività realmente esecutiva ed efficace, lungi dall’essere una mera formalità.

L’accesso al documento stesso, conservato presso l’unità produttiva alla quale si riferisce (articolo 29 comma 4), così come a tutta la documentazione inerente l’attività di valutazione dei rischi, può essere richiesto dal Rappresentate dei Lavoratori per la Sicurezza, che può ottenere una copia del DVR utile esclusivamente all’assolvimento della sua funzione (articolo 50 comma 4).

Il DUVRI: Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenza

I suddetti obblighi, fondamentali e comuni a tutte le realtà organizzative, possono essere affiancati da un’ulteriore attività valutativa, con relativa redazione di documentazione. Questo avviene in occasione di affidamento di lavori, da eseguirsi presso la propria azienda, ad un’impresa appaltatrice o un lavoratore autonomo. La coesistenza di due o più attività lavorative differenti può infatti determinare l’insorgenza di rischi aggiuntivi, che non sussistono nello svolgimento indipendente delle diverse prestazioni e che necessitano pertanto di un’ulteriore specifica gestione. In tal caso infatti, l’articolo 26 stabilisce che, qualora detenga la disponibilità giuridica dei locali all’interno dei quali è svolta la suddetta prestazione lavorativa, il Datore di Lavoro dell’azienda committente è tenuto innanzitutto a:

  • accertarsi dell’idoneità tecnico professionale dell’impresa appaltatrice o del lavoratore autonomo in merito all’attività da affidare attraverso l’acquisizione di un’autocertificazione o del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
  • fornire ai soggetti coinvolti le informazioni complete in merito ai rischi specifici cui sono esposti nel particolare ambiente lavorativo nonché le relative misure preventive, protettive ed emergenziali.

I Datori di Lavoro di entrambe le organizzazioni dovranno poi necessariamente lavorare sinergicamente per individuare e gestire i rischi dovuti alle interferenze tra le attività delle diverse imprese, coordinandone le misure preventive e protettive e cooperando per la loro attuazione. Tale collaborazione si concretizza nell’elaborazione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza, atto recante gli interventi di prevenzione e protezione adottati, che deve essere allegato al contratto che lega le parti (articolo 26 comma 3).

Il comma 3-ter dell’articolo 26 dispone inoltre che il committente dell’attività lavorativa richiesta, qualora non coincida con il Datore di Lavoro dell’azienda presso la quale questa sarà svolta, è tenuto a redigere il documento di valutazione dei rischi da interferenze contenente una valutazione ricognitiva dei rischi

relativi alla tipologia di prestazione che potrebbero potenzialmente concretizzarsi. Tale documento dovrà essere integrato, da parte del Datore di Lavoro dell’azienda ospitante l’attività, con i rischi specifici da interferenza nei quali si potrebbe incorrere all’interno degli specifici luoghi in cui verrà espletata la prestazione in questione.

Naturalmente non da tutte le attività simultanee scaturiscono necessariamente fonti di rischio ulteriori e/o che è opportuno valutare: il Testo Unico specifica infatti che il Datore di Lavoro è esonerato dalla realizzazione di questa attività di valutazione e dalla conseguente redazione del DUVRI nel caso in cui la prestazione affidata sia relativa << ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori o servizi la cui durata non è superiore a cinque uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dal rischio di incendio di livello elevato […] o dallo svolgimento di attività in ambienti confinati […] o dalla presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o dalla presenza di rischi particolari >> (articolo 26 comma 3-bis).

Le differenze tra il DVR e il DUVRI

Benchè il DVR e il DUVRI costituiscano due declinazioni evidentemente diverse del medesimo citato presupposto fondante il D.Lgs. 81/2008 e siano entrambi frutto di un’attività valutativa, è appropriato, in conclusione, riassumere le principali differenze tra i due:

  • il DVR include tutti i rischi ai quali sono esposti i lavoratori, mentre il DUVRI solo quelli che insorgono dall’interferenza tra due o più attività (pertanto non sono inclusi i rischi propri di ognuna delle attività singolarmente);
  • il DVR deve essere redatto all’interno di ogni organizzazione sempre e comunque, il DUVRI invece soltanto in caso di sussistenza di determinati rapporti lavorativi che si realizzano secondo delle specifiche condizioni;
  • il DVR rappresenta un atto connesso ad una singola azienda, le sue attività ed i suoi locali, il DUVRI invece è un elaborato che viene ancorato a due o più imprese le cui prestazioni sono coesistenti;
  • il DVR deve obbligatoriamente recare data certa, per quanto riguarda il DUVRI non è specificata tale necessità;

il DVR può essere formalmente redatto entro novanta giorni dall’inizio dell’attività imprenditoriale, il DUVRI deve essere invece elaborato prima di intraprendere ogni prestazione lavorativa dalla quale possano determinarsi rischi interferenziali.

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